giovedì 28 luglio 2016

Buone vacanze!

Il mio blog va in vacanza.




Ti auguro di trascorrere una felice estate e, se vorrai tornare a trovarmi, ti aspetto qui al termine della pausa estiva!


mercoledì 27 luglio 2016

Gelato casalingo di melone

In questo periodo sono in vena di esperimenti in cucina, porta pazienza!
Dopo i dolcetti super-veloci, ho deciso di provare a fare il gelato di melone anche se non ho la gelatiera.

 
Giusto per fare una prova, ho messo nel mixer la polpa di tre fette di melone...


poi ho aggiunto un bel po' di latte condensato.
A occhio saranno stati circa 200 gr, era una confezione che avevo aperto la scorsa settimana e ne era rimasta meno della metà.
Perchè ho aggiunto proprio il latte condensato?
A parte l'intenzione di finire la confezione, volevo dare più cremosità al mio gelato


Per bilanciare il gusto, ho aggiunto il succo di un limone e un pizzico di sale.
Poi ho frullato il tutto...


e ho versato il composto in una terrina piuttosto larga.
L'ho ricoperta con la pellicola e l'ho messa nel congelatore...


Non avendo la gelatiera, che continua a smuovere il composto mentre gela, dopo un'ora ho tolto la terrina dal congelatore e, aiutandomi con una forchetta, ho mescolato il quasi-gelato che si stava rapprendendo, diventando cremoso...


Ho rifatto l'operazione altre quattro volte durante la giornata, per evitare di ottenere un blocco duro, ghiacciato e ingestibile.
Con la forchetta smuovevo il composto e poi lo rimettevo nel congelatore...


Et voilà...


Ecco il mio gelato casalingo di melone, pronto per la merenda in giardino!


Era la prima volta che provavo a fare il gelato in casa ma, visto che l'esperimento ha avuto successo con le mie cavie-umane, proverò a rifarlo anche con altri tipi di frutta.
Intanto ho già in mente una variante, con lo yogurt al posto del latte condensato...

martedì 26 luglio 2016

Dolcetti superveloci

Fa caldo e la voglia di mettersi ai fornelli, peraltro già ai minimi termini in condizioni normali di temperatura, adesso è pari a zero.
La voglia di qualcosa di dolce però non manca mai!
E così cerco sempre di inventarmi qualcosa di super-veloce da realizzare, con il minimo impegno di tempo e di fatica...


Per prima cosa vedo cosa mi offre la dispensa: un plumcake, piccoli frutti assortiti e panna spray fanno proprio al caso mio...


Taglio il plumcake a fette spesse...


e suddivido ogni fetta in quattro quadrotti: voglio ottenere dei mini dolcetti da mangiare in un sol boccone...


Li dispongo ordinatamente (si fa per dire, eh...) su un vassoio...


e quindi aggiungo su ogni quadrotto un ciuffo di panna montata...


Il tocco finale è dato dall'aggiunta di un piccolo frutto su ciascun quadrotto...


Et voilà...


più lungo a raccontarlo che a farlo!

Naturalmente io sono piuttosto sbrigativa e questi dolcetti si possono fare con più precisione e cura per il dettaglio.
A dir la verità avevo raccolto dal mio giardino un rametto di menta, pensando di aggiungere una fogliolina a ciascun quadrotto, infilandola nella panna, accanto al piccolo frutto.
Alla fine ho preferito usare il rametto per decorare velocemente il vassoio...


Li ho fatti lo scorso sabato e sono stati molto apprezzati, quindi li rifarò di certo.
Naturalmente si può utilizzare qualsiasi frutta di stagione, basta tagliarla a pezzetti.
Secondo me la base di plumcake ha la consistenza perfetta per questo dolcetto.
Un biscotto invece, a contatto con la panna, si sarebbe ammollato.
Ora devo solo dare un nome a questo piccolo dolce, hai qualche idea?

lunedì 25 luglio 2016

Le casette dei libri

Dopo il post di qualche giorno fa, dedicato alle diverse soluzioni per regalare libri che non leggiamo più, ti mostro oggi una simpatica alternativa: la casetta dei libri...


Queste piccole casette si trovano all'aperto, in luoghi accessibili a tutti e si affidano al senso civico e alla buona volontà dei cittadini.
Sono delle biblioteche in miniatura, ma qui non sono richiesti documenti d'identità o tessere per prelevare i libri e non ci sono termini di scadenza per riconsegnarli.
In queste casette chiunque può prendere libri, leggerli, e poi restituirli oppure li può tenere mettendone altri in cambio.
Il motto della casetta dei libri infatti è 'Prendi un libro, lascia un libro'


Dai noi stanno facendo la loro timida comparsa solo da poco tempo, ma questa idea di libera biblioteca in un luogo aperto è nata negli Stati Uniti nel 2009 con le Little Free Library.
Lo scopo era naturalmente la promozione della lettura a livello di quartiere, ma ne è scaturito un attivo coinvolgimento comunitario in ogni luogo dove queste casette sono state messe.
Negli Stati Uniti la Little Free Library è diventata addirittura un'associazione no-profit con un sito web e, se vuoi fartene un'idea, lo trovi a questo link:
Little Free Library

Tutte le casette dei libri sono accomunate dallo stesso scopo, ovvero la diffusione della lettura, ma ognuna ha la propria identità, derivante da chi contribuisce con il proprio apporto di libri.
A Besana Brianza poi la casetta dei libri ha addirittura un nome, Ipazia (scienziata e filosofa dell'Antica Grecia) e una propria pagina Facebook.

La vita e il buon funzionamento delle casette dei libri dipendono perciò dallo spirito di collaborazione e dalla fiducia nel prossimo.
Il pericolo di atti vandalici ai danni delle casette, purtroppo già accaduto, è sempre dietro l'angolo.
A mio parere poi c'è anche il rischio che queste casette si trasformino in una sorta di 'discarica di libri'.

Se vuoi rileggere il mio post precedente dedicato al libero scambio di libri, lo trovi qui:
Regalare libri 

giovedì 21 luglio 2016

I Tuffatori di Mariano Fuga

Il giardino Heller di Gardone Riviera è una felice unione tra Natura e Arte, come ti ho raccontato in questi giorni.
Oggi però voglio mostrarti le opere di un artista italiano che non conoscevo e che ho scoperto proprio percorrendo i sentieri del giardino.
Si tratta di Mariano Fuga, un artista-artigiano-ceramista e dei suoi 'Tuffatori'.


I 'Tuffatori' sono figurine di diverse dimensioni, ambientate con molta naturalezza in vari luoghi del giardino.
E così ti capita di scorgerne uno in bilico su un sasso, pronto a tuffarsi nel 'Lago dei Poeti'...


oppure un altro che emerge tra le rocce del paesaggio dolomitico...



o altri ancora in posizioni precarie su pali che paiono sul punto di cadere, mimetizzati tra le canne della foresta di bambù...






Sono figure in ceramica appena abbozzate ma che riescono a esprimere il movimento di un attimo, un tuffo nell'acqua o un salto nel vuoto, mentre le bocche sono sempre spalancate, per lo stupore o per un grido, chissà...
Posizionati su tronchi, rocce o pali, i Tuffatori appaiono sempre come figure solitarie, anche quando ne hanno un'altra accanto.
Il loro aspetto è morbido, delicato e paffuto, eppure hanno un'espressività corporea accentuata proprio da quelle bocche spalancate, spaventate o urlanti, e dalle braccia alzate verso il cielo.
Ne ho trovata solo una ferma, in posizione statica con le braccia allineate lungo il corpo ma con lo sguardo rivolto al cielo, in cima a un grosso tronco di un albero morto...



Mariano Fuga, il creatore di questi 'Tuffatori', vive e lavora a pochi chilometri dall'Heller Garden, a Gargnano, dove ha uno studio-laboratorio.

Per me è stata un'altra bella scoperta regalatami da questo bellissimo giardino sul lago di Garda!

Se vuoi rileggere i precedenti post dedicati al Giardino Heller, li trovi qui:
Heller Garden
Heller Garden - seconda parte
Spettacolari ortensie 

mercoledì 20 luglio 2016

Heller Garden - seconda parte

Il giardino botanico creato agli inizi del 1900 dal dottor Hruska sul lago di Garda e che ti ho mostrato ieri, è certamente un bel giardino ma è solo grazie all'apporto del nuovo proprietario, l'artista multimediale austriaco Andrè Heller, che ha potuto assumere una identità particolare e unica.


Già osservando il biglietto d'ingresso, disegnato appositamente dall'artista americano Keith Haring  e che rappresenta la sua personale visione dell'Heller Garden, ci si rende conto di entrare in un giardino botanico che riserverà tante sorprese...


Perfettamente inserite tra la vegetazione appaiono infatti innumerevoli sculture di artisti contemporanei di fama internazionale che, insieme alla bellezza della natura, creano effetti scenografici sorprendenti, regalando al visitatore l'opportunità di un viaggio inconsueto tra arte e natura.


Le opere di Keith Haring, artista legato alla Pop Art e amico personale di Heller, sono due: l'Uomo Rosso danzante che sbuca tra i cespugli poco oltre l'ingresso e il Totem, una stele nascosta tra gli alberi...


Come per le piante, anche le sculture non riportano cartellini identificativi ma le opere rivelano da sole il tratto inconfondibile dei diversi artisti, come questa statua dello spagnolo Joan Mirò...



o le piramidi di Roy Lichtenstein, altro esponente di spicco della Pop Art statunitense...


ma c'è perfino una statua in bronzo di Auguste Rodin, risalente ai primi anni del 1900, che si specchia sulle sponde di un laghetto...


Ci sono però anche capolavori creati dalla Natura stessa, come queste due gigantesche geodi di ametista che mostrano il loro sfavillante e prezioso interno...


o la grande figura del Genius Loci, ideata dallo stesso Heller, un grande busto a braccia aperte rivestito di edera che emerge dal prato, dietro agli Agapanthus...


Ancora di Andrè Heller sono le teste mostruose issate su pali che si sputano in faccia schizzi d'acqua, poste sul ponte che attraversa la foresta giapponese di bambù...




Dell'artista austriaco Rudolph Hirt è invece la gigantesca testa del dio babilonese Ioannes, ricoperta da tessere dorate e ciottoli colorati,  che emette vapore dall'enorme bocca-grotta, rendendo ancora più magica e surreale la vegetazione circostante...


Oltre a sculture di arte contemporanea, nel giardino ci sono infatti anche elementi che riconducono a differenti spirtualità, come la statua del dio-elefante Ganesh, opera anch'essa di Rudolph Hirt...


o la statua del Budda dormiente, proveniente da Bali e adagiata sulle acque di un laghetto...



o ancora i Dashi, le colorate bandiere tibetane...


i cui colori sono ripresi dai tronchi dipinti delle palme...




e dai mosaici che compaiono inaspettati su alcuni sentieri, colorati e divertenti...




come divertente è anche questo tavolo del giardiniere che emerge a sorpresa dal prato...


Ma ci sono ancora altre opere di artisti come Edgar Tezak ed Erwin Novak, tutte da cercare e da scoprire in mezzo alla vegetazione.
Perfino la biglietteria è da osservare con attenzione, trasformata da forme e colori di Susanne Schmoegner...


mentre il cancello di entrata in ferro è opera del padrone di casa, Andrè Heller...



con i simboli del giorno e della notte.

Nel giardino però ci sono anche le opere di un artista italiano e, se ti va, lo potrai scoprire qui domani...

Intanto, se ti sono sfuggiti, puoi rileggere i precedenti post dedicati a questo 'giardino paradisiaco', come lo definisce il suo attuale proprietario:
Heller Garden
Spettacolari ortensie