giovedì 31 marzo 2016

Tiramisù Delishoes

Una delle zone che preferisco di Milano è sicuramente Brera.
Di solito ci vado per fare un giro all'Orto Botanico, ma il fascino di tutto il quartiere è innegabile.
Arte, storia, cultura, ma anche boutiques, ristoranti e bar, il tutto è inserito in un contesto antico e caratteristico.
Di recente proprio a Brera ha aperto un locale food & fashion dal nome curioso: Tiramisù Delishoes


Già la prima parte del nome promette bene e basta varcare la soglia del locale per essere avvolti da profumi e dolci invitanti.
Si tratta infatti di un dessert bar dove, oltre a strepitosi dolci monoporzione già pronti e mini-patisserie, è possibile farsi comporre al momento dalla pastry chef  un tiramisù personalizzato, combinando secondo il proprio gusto i 5 elementi base del tiramisù, ovvero crema, biscotto, bagna, guarnizione e decorazione.
L'offerta food è  poi completata da un ristorante dal menu gourmet aperto fino a tarda sera.
Ma non è finita qui...


Il locale ha infatti un'anima fashion, intuibile già dalla seconda parte del suo nome, Delishoes...


Qui perciò si trovano in vendita anche scarpe non convenzionali, oltre ad accessori inusuali e borse molto particolari


In una vetrinetta all'ingresso è esposta la scarpa-signature del locale e che ovviamente è stata chiamata 'Tiramisù'...


Insomma, si tratta di un locale sofisticato ma accogliente e certamente diverso dagli altri.
No, non ho comprato scarpe e nemmeno mi sono lasciata tentare dagli attraenti dolci, giusto un caffè e due frollini artigianali e buonissimi


Ho solo una critica da fare...
Le ghirlande di Eucalyptus gunnii ormai essiccate che contornano l'esterno delle vetrine ci possono anche stare...


ma perchè lasciare nei vasi quelle piante rinsecchite di Pitosporo tristemente morte da mesi?

mercoledì 30 marzo 2016

Robert Doisneau, le merveilleux quotidien

Magari il nome di Robert Doisneau non ti dice nulla ma,  se ti mostro questa fotografia, sono sicura che la conosci...


Il fotografo che l'ha scattata è stato proprio Doisneau e da pochi giorni a Monza si è aperta una mostra a lui dedicata


Il percorso espositivo mostra una selezione di 80 fotografie originali, tra cui oltre 50 scatti stampati direttamente da Doisneau ed esposti per la prima volta in Italia.
Le opere sono accompagnate da testi dell'autore che inquadrano meglio il lavoro di Doisneau, oltre ad un interessante filmato della durata di un quarto d'ora


Le fotografie raccontano un periodo storico in fermento fino al 1973 e in particolare la Parigi quotidiana, fatta di attimi ordinari e semplici.
Tra le opere è esposta anche la sua prima foto, risalente al 1929.
Quando la scattò Doisneau aveva solo 17 anni e, a causa della sua grande timidezza, non aveva il coraggio di fotografare le persone.
Rivolgeva dunque la sua attenzione agli oggetti e infatti la sua prima foto ritrae...un cumulo di sampietrini!


In una teca si può vedere anche una Rolleiflex Standard Alt, prestata per la mostra di Monza dal Museo dei Fratelli Alinari di Firenze.
Si tratta dello stesso modello di macchina fotografica che Doisneau si comprò con i primi guadagni e che utilizzò per molti suoi lavori.
Nata negli anni '20, questa fotocamera reflex biottica vantava una precisione eccezionale con un ingombro e un peso decisamente inferiori rispetto alle macchine di allora, ma per le sue straordinarie qualità viene utilizzata ancora oggi da molti appassionati


Tra le opere esposte c'è naturalmente anche il famoso bacio, o meglio 'Le Baiser de l'Hotel de Ville'


oltre a una fotografia tratta dalla serie 'Sguardo obliquo' che Doisneau realizzò stando nascosto all'interno di un negozio d'antiquariato che esponeva in vetrina un quadro con un nudo di donna


ma le opere che mi hanno conquistato sono stati questi due enormi 'montaggi', che oggi definiremmo installazioni...


In particolare mi è piaciuto moltissimo quello intitolato 'La Maison des locataires', un collage del 1962


Sulla foto di un palazzo parigino, al posto di alcune finestre, sono inseriti come tessere di un mosaico gli scatti che ritraggono persone nella loro quotidianità, uno squarcio sulla vita domestica nascosta dietro le mura, tra abitudini e solitudini...





 Robert Doisneau, le merveilleux quotidien
all'Arengario di Monza
fino al 3 luglio 2016
Info su orari e prezzi biglietto QUI

venerdì 25 marzo 2016

Piccoli, dolci nidi

Ecco un'idea velocissima per fare dei segnaposto per la tavola pasquale.
Ho pensato di fare dei piccoli nidi, tutti da mangiare!
L'occorrente l'ho trovato nel reparto dolci del supermercato, bastano delle stringhe di liquirizia e degli ovetti di cioccolato.


Ho sperimentato diversi tipi di stringhe dolci ma quelle che a mio parere funzionano meglio sono proprio quelle di liquirizia, le più lunghe, sottili e un po' appiccicose.
Invece non sono per niente adatte quelle ricoperte di cristalli di zucchero perchè non mantengono la forma e il nido si disfa subito.
Ho perciò arrotolato cinque stringhe di liquirizia per ogni nido, formando una ciambellina che ho appoggiato su un piattino da caffè.
In questo modo il nido si può spostare senza problemi.
Per rendere meglio l'idea di un nido, ho poi spezzettato una stringa in piccoli pezzi che ho infilato qua e là nei nidi, come fossero rametti sporgenti.
Insomma, mi sono venuti questi...


Al centro di ogni ciambellina-nido ho messo un uovo di piccione o meglio, un uovo di cioccolato fondente confettato delle dimensioni di un uovo di piccione.
Et voilà...


Il dolce nido-segnaposto è fatto!
Puoi aggiungere altre uova, il bigliettino con il nome, un rametto di menta, qualche fiorellino o quello che ti pare






Ti confesso che non amo questi ovetti confettati, il cioccolato all'interno è fondente, però sono bellissimi per creare delle composizioni commestibili.
Esistono di tre dimensioni: uova di quaglia piccole, uova di gallina grandi e le uova di piccione medie che ho scelto io.

Ho fatto perciò anche dei nidi, sempre con le stringhe di liquirizia, per ospitare dei piccoli ovetti di cioccolato al latte...


ed ecco pronti i miei piccoli, dolci nidi...


Più lungo a raccontarlo che a farlo.

giovedì 24 marzo 2016

Un cestino di uova decorate

Durante lo scorso fine settimana sono andata a Floralia, la mostra-mercato di primavera che si svolge presso la Chiesa di San Marco a Milano.
E' una vivace manfestazione con finalità benefiche che, oltre a piante e fiori, offre abbigliamento vintage, bric-à-brac e artigianato.
E proprio a Floralia ho trovato delle bellissime uova di legno decorate...


Si chiamano Pysanky (Pysanka al singolare) e vengono dall'Ucraina.

 
Sono uova decorate a mano con una tecnica molto laboriosa che utilizza la cera, con un metodo simile al batik.
Non sono dipinte con pennelli, ma vengono 'scritte' utilizzando degli appositi stilo, chiamati pysachok.
Un tempo i colori venivano preparati impiegando piante essiccate, radici, cortecce, bacche e insetti, mentre ora si usano colori all'anilina


Legati alla pysanka ci sono naturalmente riti, tradizioni e anche superstizioni.
I pysanki sono simbolo di vita, ma sono considerati anche talismani contro gli spiriti maligni e le catastrofi naturali.
Le superstizioni riguardano anche i colori e i disegni riportati sulla pysanka, con centinaia di motivi derivanti dalla tradizione.


A differenza dei tradizionali pysanki che sono fatti con gusci di uova, svuotati ed essiccati, i miei sono di legno.
Non mi importa il significato dei colori e dei decori,  ho messo i miei pysanki in un cestino riempito di paglia e li trovo bellissimi!


mercoledì 23 marzo 2016

Una ghirlanda per Pasqua

Potevo farmi mancare una ghirlanda fuoriporta per Pasqua?
Ovviamente no, a condizione che fosse qualcosa di estremamente facile e veloce da realizzare, come al solito...


Parto sempre con un'idea di quello che mi piacerebbe, salvo poi modificare il progetto a lavori in corso.
Per prima cosa raduno sul tavolo un po' di materiale...


Ho utilizzato la solita base per ghirlanda che avevo fatto con i rami di edera legati con lo spago.
Ormai è secca, ma riesco a darle ancora la forma che voglio.
In questo caso ho schiacciato delicatamente la ghirlanda per darle una forma...a uovo!


Ho pensato di creare sul fondo una tasca, una sorta di nido.
Nella scatola dove tengo un po' di materiali per i miei lavori ho trovato questo pezzetto di tela di juta ma, se ti piace l'idea, puoi usare la stoffa che preferisci, magari a quadretti o a fiorellini, perchè no?


Insomma, lo scopo è ottenere una tasca così...


Naturalmente puoi tagliare la stoffa, sagomandola e cucendola per bene.
Io non l'ho fatto.
Certo che l'ho cucita, ma con la...cucitrice!
A questo punto ho riempito la tasca con la paglietta verde che avevo trovato tempo fa nel reparto-deco del garden center.
Sono contenta di averne preso qualche sacchetto, questa paglietta si sta rivelando utile e, se dovesse avanzare, può sempre servire per confezionare qualche pacco...


Sulla sommità della mia ghirlanda-uovo ho legato con del filo plastificato da giardinaggio dei rametti di lavanda che ho raccolto in giardino.
Puoi usare anche dei tralci di edera o quello che hai a disposizione.
Poi ho legato sopra un bel nastro a quadretti bianco e verde


Poco distante da casa mia c'è un negozio di cinesi, il posto ideale per trovare cianfrusaglie a poco prezzo.
Io ho trovato le uova di polistirolo!
C'erano di tre dimensioni e le ho comprate tutte, prima o poi le userò.
Per questa ghirlanda ho utilizzato quelle più grandi e le ho infilate delicatamente sugli stecchini...


in questo modo ho potuto inserire saldamente le uova nella mia composizione


Et voilà...


ecco pronta la mia ghirlanda-uovo-nido pasquale!


Devo solo decidere se lasciarla appesa alla porta o metterla per terra, appoggiata ai vasi d'ingresso...che ne dici?

martedì 22 marzo 2016

Un nido di fiori

Il muscari è una piccola bulbosa che verso la fine dell'inverno produce delle infiorescenze robuste ma snelle.
Ne ho già diversi vasi in giardino ma, se mi capita di trovarne altri, li compro sempre volentieri, purchè siano a fiore bianco (Muscari botryoides 'Album').
L'ultimo vasetto l'avevo comprato diverse settimane fa e l'avevo utilizzato per realizzare una composizione primaverile da tenere in casa sulla consolle.
Poi però ho cambiato idea...


e ho deciso di spostarli all'esterno, creando per loro un apposito nido.
Ho preso una delle basi per ghirlanda che ho in casa, quella più grossa, fatta di rami intrecciati.
L'avevo comprata in saldo al garden center, è molto bella e robusta ma ha un colore troppo simile alle porte di casa mia e quindi non la utilizzo più per le mie ghirlande.
Ora ho trovato come usarla...


Ho riempito il buco centrale con la paglia verde chiaro che mi era avanzata dalla composizione della Primavera in un cesto...


Et voilà...


ecco pronto il nido per i muscari!
Con sotto un vassoio, sarebbe diventato benissimo un centrotavola ma la mia idea era di metterlo fuori, proprio di fianco all'entrata...


L'ho appoggiato sopra un 'trespolo' che avevo trovato anni fa da un antiquario, un curioso decoro da giardino in ferro battuto, che tengo proprio all'entrata di casa...


Riproduce dei tralci di vite che si intrecciano tra loro, con tanto di pampini e grappoli...




Sembra fatto apposta per ospitare il mio nido di muscari!


E quando i muscari avranno terminato la fioritura, andranno a rimpolpare la colonia già presente in giardino e il nido sarà pronto per ospitare nuove piantine da fiore di stagione.