lunedì 29 febbraio 2016

La primavera in un cesto

Una domenica di pioggia e freddo.
Una cara amica mi telefona per invitarmi a casa sua per un pomeriggio di chiacchiere davanti a una tazza di tè.
Avrei potuto passare dalla pasticceria e prendere un vassoio di pasticcini o una scatola di cioccolatini, invece ho avuto un'idea a zero calorie: le avrei portato la primavera in un cesto!


Ho fatto un salto al garden center e ho comprato alcuni bulbi, ideali da piantare tra poco sia in vaso che in giardino.
Alcuni fioriranno già tra maggio e giugno, come le fresie e gli amaryllis da esterno.
Altri saranno in fiore a fine estate, come gli Ornithogalum saundersiae, le Nerine e le Galtonia.


Sempre al garden center ho trovato un cestino e della paglia tinta di un delicato verde.
A casa ho composto il tutto, legandolo con un nastro a quadretti bianco e verde...


Et voilà...


ecco pronta la mia primavera in un cesto!


Ho anche inserito questa mini-lavagnetta dove, in bella calligrafia con una matita bianca, ho scritto il titolo della mia composizione


Un piccolo pensiero che durerà nel tempo ma...mi è piaciuto regalare la primavera in una giornata di pioggia!


venerdì 26 febbraio 2016

Notizie dal mio arancio che vive in Sicilia

Per qualche tempo ho avuto in adozione un arancio in Sicilia.
Ecco la foto del mio piccolo albero...


Ora ti racconto come è andata...
Due anni fa sono stata invitata da Guaber alla presentazione di una nuova linea di detersivi dalle formule ecologiche e certificati Ecolabel: "L'Albero Verde".
A ogni partecipante all'evento Guaber aveva donato l'adozione di un albero, collaborando così al progetto di Libera Terra con la piantumazione di terreni in Sicilia confiscati alla mafia e che la stessa aveva incendiato nel giugno 2012.


In  questo modo si aiutava il lavoro di alcune cooperative locali, ridando dignità ai territori e alle persone.
In pratica Guaber aveva intestato a nome mio l'adozione di un Citrus sinensis, di cui ero perciò diventata custode.
Grazie ad un sistema web di fotografia e geolocalizzazione visibile su Google Maps, potevo vedere il luogo destinato ad accogliere il mio arancio.
Ma non solo...
Il mio arancio teneva un diario online dove potevo seguire le varie fasi del progetto e periodicamente mi mandava mail di aggiornamento e fotografie.
Inizialmente avevo ricevuto una foto di gruppo dal vivaio dove il mio arancio cresceva...


In seguito ero stata avvertita dell'avvenuto trapianto, fino all'ultima foto che lo vedeva ben assestato nel terreno.
L'ultimo messaggio ricevuto dal mio arancio mi diceva che stava bene e che da quel momento sarebbe stato il contadino a prendersi cura di lui.

In realtà io ero rimasta in contatto con l'altro partner del progetto, ovvero Treedom
l'associazione che si occupa materialmente delle adozioni di alberi in ogni parte del pianeta.
E così l'altro giorno ho scoperto che lo scorso novembre qualcuno di quei giovani aranci già portava uno o due frutti.


Naturalmente siamo ancora lontani dalla meta, ma gli alberi crescono sani e forti nei 13 ettari dell'azienda agricola catanese finanziata dal progetto!

Per le foto nr. 1-3-4: photocredit Treedom
 

giovedì 25 febbraio 2016

Storia di un tronchetto della felicità

Ho una confessione da fare...
Sono una giardiniera per diletto e mi piace tantissimo prendermi cura del mio piccolo giardino, eppure provo una certa insofferenza per le piante che invece coltivo in casa.
Sia chiaro, ne ho tante, per me è inconcepibile una casa senza piante al suo interno.
Voglio dire invece che mi occupo pochissimo di loro ma, nonostante il mio pressochè totale disinteresse, le mie piante di casa crescono benissimo e rigogliose.
Una pianta che vive con me da ben 38 anni è la Dracaena fragrans, meglio nota come 'Tronchetto della felicità'


Mi era stata regalata da mia nonna, in occasione della sua prima visita a casa mia, quando ero una giovane sposina.
Era la classica pianta beneaugurante che negli anni '70-'80 si usava regalare proprio ai novelli sposi.
Era arrivata in un vasetto largo una spanna dove è rimasta per più di un decennio.
La pianta è venuta con me anche quando ho traslocato nella nuova casa, dove vivo tuttora.
Nel frattempo avevo avuto due bambini e sinceramente avevo pochissimo tempo per occuparmi anche delle piante.
Così rimasi davvero sorpresa quando una mattina, scendendo le scale che portano in sala, percepii un intenso e dolce profumo...il tronchetto della felicità era fiorito!
Purtroppo non ho fatto nessuna foto a quella pannocchietta di fiori bianchi. 
L'inaspettata fioritura però mi fece rivalutare quel tronchetto a cui prestavo davvero pochissima attenzione tanto che, se non fosse stato per il profumo, nemmeno mi sarei accorta dei fiori.
Nei giorni seguenti comprai un bellissimo e grande portavaso in ottone da posizionare davanti alla vetrata della sala, dove già stavano altre piante e trapiantai il tronchetto che cominciò a crescere rapidamente, fino a raggiungere la balconata sovrastante


Poichè la sua crescita era inarrestabile, armata di coltello e con un po' di timore, gli tagliai la cima.
Vuoi sapere cosa è successo?


Messa in un vaso alto con l'acqua, la cima ha radicato nel giro di un mese o poco più...



A quel punto l'ho piantata nello stesso vaso, insieme alla pianta-madre.
Questa operazione l'ho ripetuta negli anni e infatti le foto che ti ho mostrato finora ti documentano proprio l'ultima capitozzatura che ho eseguito a novembre 2015.
E così oggi mi ritrovo con 4 tronchetti della felicità che crescono nello stesso grande vaso...



La pianta-madre infatti, ogni volta che le decapito la cima, emette un nuovo germoglio proprio sotto il taglio e riprende imperterrita la sua crescita.


Purtroppo nè la pianta-madre nè i suoi tre figli hanno mai fatto più fiori.
Una curiosità...
Da qualche tempo si trova in vendita un'altra pianta beneaugurante, comunemente denominata 'Lucky Bamboo'


 In realtà non è un bambù, ma sono rami di un parente del Tronchetto della Felicità: la Dracaena sanderiana.

mercoledì 24 febbraio 2016

Rami di salice

L'altro giorno ti ho mostrato la nuova ghirlanda fuoriporta che ho realizzato utilizzando qualche rametto di salice.
Avevo trovato i rami di salice dal fiorista due settimane fa, con le loro belle gemmine pelosette...


Prima di allora non li avevo mai comprati, mi sono sempre sembrati troppo delicati, avevo sempre temuto che in casa con il calore del riscaldamento, quei soffici pelouche avessero vita molto breve.
E invece non è così!
Li ho messi subito in un vaso con l'acqua e da allora solo due o tre palline si sono staccate.
Alcune hanno continuato il loro naturale sviluppo e si sono trasformate in amenti, i fiori maschili del salice con stami a filamenti bianco-argentei e antere giallo-oro ricche di polline


mentre altre gemme presenti sui rami al momento dell'acquisto, ma ancora minuscole e ben serrate, si sono rivelate essere gemme da foglia...


Quelli che troviamo in vendita proprio in questo periodo dell'anno sono rami di Salix caprea, il comunissimo Salicone, una specie dioica cioè che produce fiori maschili e fiori femminili su piante separate.



Intanto mi è venuta un'altra idea: ho messo in terra qualche ramo per farlo radicare, dopotutto le talee di salice attecchiscono piuttosto facilmente...vedremo!

Questa invece è la ghirlanda fuoriporta che ho composto utilizzando i quattro rametti più corti del mazzo


Se lo vuoi rileggere, ecco il post ad essa dedicato:
Ghirlanda di fine inverno


martedì 23 febbraio 2016

Un cappuccino color giada

A Monza c'è un piccolo negozio dedicato solo ed esclusivamente al tè.
La sua proprietaria, una signora francese che si chiama Mireille, è una grande appassionata ed intenditrice di questa bevanda e nel suo negozio ne raccoglie centinaia di varietà.
Non solo: qui si possono trovare tutti quegli accessori, dall'utile al futile, che ruotano attorno al tradizionale rito del tè.
Il negozio ospita anche una piccola sala dove, in un ambiente molto semplice ma tranquillo e rilassante, è possibile gustare una tazza di tè, scegliendolo tra una lista di varietà appositamente selezionate da Mireille, magari accompagnandolo con squisiti dolcetti artigianali.
Ci sono tornata di recente, in un freddo e piovoso pomeriggio invernale.
I tè di Mireille sono strepitosi ed è davvero difficile sceglierne solo uno, ma io preferisco sempre farmi preparare uno speciale cappuccino fatto col tè: il cappuccino matcha...


Il tè tradizionale che beviamo normalmente si ottiene mettendo in infusione le foglie. 
Il tè matcha invece è una polvere finissima e impalpabile, quasi fosse cipria, ottenuto macinando le foglie dei più pregiati tè verdi giapponesi ed è proprio quello che da secoli viene utilizzato nella tradizionale cerimonia del tè in Giappone.
Questa polvere però non si scioglie nell'acqua, ma viene emulsionata con un apposito frullino di legno di bambù detto chasen.
Quindi bevendo una tazza di tè matcha noi ingeriamo le foglie polverizzate del tè e tutte le sostanze benefiche in esse contenute.
Con un procedimento analogo, emulsionando la polvere nel latte anzichè nell'acqua, si ottiene il cappuccino matcha dalla densa schiuma color giada.
Mireille lo prepara utilizzando il latte di soia e lo serve nella tradizionale ciotola, detta chawan, e servendolo accompagnato da un frollino al tè matcha.


A differenza delle normali tazze di tè che possono essere sorseggiate lentamente, il cappuccino e il tè matcha vanno invece bevuti subito perchè, trattandosi di emulsioni, la polvere va a depositarsi sul fondo. 


Proprio perchè si tratta di una polvere, il tè matcha viene utilizzato anche in cucina in aggiunta alle pietanze e nella preparazione di dolci che assumono così un particolare colore verdino.




Il negozio di Mireille si chiama 'Parliamo di Thè' e si trova a Monza in via dei Mille, 14.

lunedì 22 febbraio 2016

Ghirlanda di fine inverno

Sono arrivate le belle giornate di sole, fredde ma ricche di promesse primaverili,
Nel mio giardino ci sono ellebori, primule, bucaneve e crochi che, pur essendo fiori invernali, mi fanno già sentire che la primavera non è poi così lontana.
E' perciò arrivato anche il momento di cambiare le ghirlande sulle porte!


Qualche settimana fa, dopo aver potato l'ibisco, avevo creato la nuova base per una ghirlanda, ti ricordi?
Sapevo che prima o poi mi sarebbe venuta un'idea per utilizzarla...


La scorsa settimana infatti ho trovato dal fiorista dei rami di Salix caprea, con gli amenti maschili bianchi e setosi ancora ben chiusi.
Ne ho comprato un fascio e li ho messi in casa in un vaso, ma intanto pensavo a come avrei potuto utilizzarne qualcuno per una ghirlanda


La base era già pronta, ho solo applicato quattro feltrini sul retro, per evitare graffi alla porta


Come sai, ho gusti piuttosto minimali in fatto di ghirlande e così ho semplicemente composto un mazzetto con quattro rametti d salice e un piccolo tralcio di edera variegata che ho raccolto in giardino, legandolo con un nastro a quadretti bianco e verde.
Ho quindi fissato il mazzetto ad un angolo della base della ghirlanda con del filo plastificato da giardinaggio.

Et voilà...


ecco pronta in cinque minuti la nuova ghirlanda da appendere al portone di casa!
Credo però che stia meglio appesa un po' sbilenca, sullo sfondo a listelli verticali della porta...


Non so quanto durerà, le infiorescenze ovoidali del salice sono piuttosto delicate anche se, con le temperature ancora fredde, dovrebbero mantenersi più a lungo.
Vedremo...

venerdì 19 febbraio 2016

Bucaneve

Da diversi giorni sono in fiore i bucaneve (Galanthus nivalis) anche nel mio piccolo giardino di città.


Alcuni anni fa avevo interrato una manciata di bulbi sotto l'arbusto di Amelanchier che si trova proprio davanti alle finestre della mia cucina così, anche senza uscire in giardino, posso seguire la loro fioritura giorno dopo giorno.
Per poter meglio apprezzare la delicata bellezza delle loro corolle, devo però inginocchiarmi sul terreno e osservarli da vicino



Ho diversi bucaneve, di alcuni non conosco nemmeno la varietà, ma che importa!
Quelli che mi danno più soddisfazione sono però i Galanthus ikariae che hanno le foglie lanceolate più larghe e lucide, rispetto ai Galanthus nivalis.
Il loro nome deriva dall'isola greca di Ikaria, dove sono stati identificati per la prima volta nel 1893


Ho anche dei Galanthus nivalis 'Flore pleno'


Sono davvero molto belli con le loro corolle stradoppie ma, accanto agli esuberanti G. ikariae, sembrano dei nanerottoli!


Quest'anno poi si è verificato un problema...
Come ti ho già raccontato in diversi precedenti post, ho appeso ai rami dell'Amelanchier alcune palle di grasso e semi per nutrire gli uccelletti che in inverno arrivano nel mio giardino in cerca di cibo.
Mentre alcuni, come il picchio rosso, le cinciallegre e i codibugnoli, si nutrono direttamente dalla palla aggrappandosi ad essa con gli artigli, altri uccelli come il merlo e i piccioni non sono in grado di farlo ma beccano tutte le briciole che dalle palle cadono sul terreno sottostante.
Peccato che sotto però ci siano anche i bucaneve che così vengono calpestati senza riguardo dai miei ospiti pennuti...


Ho deciso perciò di rimpolpare quelle zone danneggiate, inserendo dei bulbi di bucaneve già germogliati che ho trovato a pochi euro al supermercato.
Più le colonie di bucaneve saranno fitte, meno spazio avranno in futuro i pennuti per razzolare!


I giardinieri inglesi definiscono 'in the green' la messa a dimora di bulbi già germogliati, ma anche il  trapianto dei bulbi quando i fiori cominciano ad appassire e le foglie sono ancora vigorose.
In questo modo è più facile individuare le zone rimaste vuote, dove inserire le nuove piantine.

Oltremanica però i bucaneve scatenano delle vere e proprie follie!
Nel mio vecchio blog di giardinaggio avevo dedicato alcuni post a questa mania tutta british e, se ti va di leggerli, li trovi qui:
Una malattia ha colpito i giardinieri inglesi: la Galantophilia!
L'incredibile asta del bucaneve
Ecco il bucaneve da 1602 sterline!

giovedì 18 febbraio 2016

Codibugnoli

Nuovi ospiti sono arrivati nel mio giardino, attirati dall'ormai rinomato 'Wild Birds Restaurant'...i codibugnoli!
A dir la verità, da sempre i codibugnoli (Aegithalos caudatus) fanno rapide incursioni di gruppo nel mio giardino, ma prima d'ora non ero mai riuscita a fotografarli.
Certo sono foto molto imperfette ma, essendo prese da dietro il vetro della finestra, mi sembra già un successo, tenendo conto poi che questi uccelletti sono vivacissimi e non stanno fermi un momento, nemmeno mentre mangiano



Sono molto piccoli, saranno lunghi al massimo una quindicina di centimetri compresa la coda che di questa lunghezza ne occupa almeno la metà



I codibugnoli sono uccelli gregari e arrivano sempre a gruppi.
Spesso con loro ci sono anche allegre comitive di cinciarelle con le quali vanno perfettamente d'accordo, condividendo spesso la medesima palla di cibo





I codibugnoli sono davvero graziosi, con un corpo tondo e paffuto, un becco minuto e una lunghissima coda bianca e nera,
Il dorso è grigio-nero con due macchie rosate  mentre la parte inferiore è biancastra-rosata.





E intanto, visto il continuo aumentare della clientela pennuta, ieri pomeriggio ho dovuto fare di nuovo rifornimento di queste palle di grasso, semi e insetti!

Se vuoi saperne di più sul funzionamento del mio 'Wild Birds Restaurant', ne ho già parlato qui:
Nuovo menù per uccellini