venerdì 29 gennaio 2016

Nuovo menù per gli uccellini

Ogni anno, con l'arrivo del freddo, provvedo a nutrire gli uccellini che arrivano nel mio giardino: pane secco sbriciolato, semi e una ciotola di acqua pulita non mancano mai.
Quest'anno però ho voluto aggiungere delle palle di grasso e cereali preconfezionate, specifiche per uccelli selvatici da giardino, che ho trovato nel reparto zoo del garden center.
Già provviste di retina per appenderle ai rami degli alberi, sono state molto apprezzate dai piccoli pennuti ma non solo...
E' proprio grazie a queste palle che nel mio giardino è arrivato un nuovo e graditissimo ospite: il Picchio rosso maggiore



Come ti ho già spiegato in precedenti post, queste palle di grasso, semi e cereali provenienti dalla Gran Bretagna, le compro a un prezzo davvero irrisorio, meno di 2 euro per una confezione da 6 palle.
Poichè anche la terza confezione stava finendo, sono tornata al garden center per acquistarne altre, ma purtroppo questa volta il ripiano era vuoto!
A dir la verità, ho trovato altre palle, sempre destinate a uccelli selvatici, ma con una composizione leggermente diversa e un prezzo ben differente: 3,30 euro per una confezione di 4 pezzi!


Queste palle provengono dalla Germania e la confezione, oltre ai soliti grassi, semi e cereali, indica la presenza di insetti, per lo 0,5% della composizione totale.
A essere pignoli, la confezione mostra l'immagine di larve o vermi accanto alla parola 'Insekten'.
Quando però ho aperto la busta, ho trovato che, 'incastonati' nelle palle, c'erano dei grossi e repellenti bacherozzi neri


Evitando di toccare la palla con le mani perchè mi faceva davvero schifo, ne ho appesa una all'Amelanchier, insieme alle altre già presenti.
Sono rimasta sorpresa nel vedere che la nuova palla è stata immediatamente notata e apprezzata dalle cinciarelle e dalle cinciallegre


che l'hanno presa letteralmente d'assalto


Sarà per il gusto nuovo o l'odore differente e di sicuro sarà anche merito della presenza di insetti.
Però il costo di queste nuove palle mi sembra davvero eccessivo!
Ah, c'è un'altra cosa che mi ha sorpreso...
Il picchio, che notoriamente è un insettivoro, non si è ancora avvicinato alla nuova palla, continuando a cibarsi su quelle tradizionali.
Vuoi vedere che gli scarafaggi fanno schifo pure a lui?


giovedì 28 gennaio 2016

Fare merenda dall'ortolano

Le vere sorprese si trovano nei posti più impensati.
Mi è capitato di entrare da un ortolano e scoprire che, oltre a comprare frutta e verdura, potevo fermarmi per fare merenda o colazione!
Ora ti racconto...


E' un piccolo negozio di fruttivendolo di Monza, ma già dall'esterno cattura l'attenzione con una bella insegna dipinta a mano e appesa ad altezza dello sguardo,  oltre a un simpatico fungo gigante e a piccole cassette con fiori di stagione


L'interno è piuttosto spartano, ma con un'ottima selezione di frutta e verdura.
L'arredo minimale è completato da cassette della frutta appese alle pareti, come scaffali per le merci durevoli


Ma la vera sorpresa si trova sul fondo del locale: lì c'è un piccolo angolo bar dove il fruttivendolo ti serve caffè di ogni tipo e cappuccini, oltre a centrifughe freschissime preparate al momento, prelevando gli ingredienti dalla merce esposta, in combinazioni pressochè infinite


C'è perfino un espositore con brioche fresche di pasticceria e, per chi preferisce i gusti salati, anche pizzette e focacce.
Non era rimasto molto, del resto era pomeriggio, ma l'aspetto era decisamente invitante


Accanto alla vetrina, due botti sono state trasformate in tavoli con un semplice ripiano di vetro.
Ci si può accomodare sugli sgabelli e gustarsi una squisita merenda o colazione,dipende dall'ora, leggendo i quotidiani messi a disposizione


Mi sono lasciata consigliare dall'ortolano che mi ha preparato al momento un centrifugato di pera e lime...cremoso e squisito!!!!


Da brava giardiniera curiosa ho fatto qualche domanda all'ortolano.
Il negozio è aperto solo da un anno e, da semplice fruttivendolo, si è via via modificato per rispondere alle esigenze della clientela.
Ecco che a frutta e verdura, si è aggiunta perciò la vendita del pane fresco e di un piccolo assortimento di generi alimentari, visto che nel quartiere non ci sono negozi di questo tipo.
Quando poi il bar sull'angolo della via ha chiuso, all'ortolano è venuta la brillante idea di ritagliare nel proprio negozio anche un angolo dove poter bere un caffè, fare colazione oppure una merenda.
Ma le idee di questo bravo ortolano non finiscono mai...
Da qualche tempo prepara anche verdure cotte, pronte per l'asporto ma che possono essere consumate in negozio, durante la pausa pranzo.
E che dire del dado vegetale da lui preparato con le sue verdure e venduto in vaschette?
Da provare!


L'Orto di Via Dante 8
si trova a Monza nell'omonima via 

mercoledì 27 gennaio 2016

Ghirlanda con pigne e ortensie

Ne ho fatta ancora una.
Eh sì, da quando ho scoperto come è facile creare delle ghirlande da appendere alla porta di casa, mi vengono un sacco di idee



E non pensare che abbia la casa piena di ghirlande!
In realtà le smonto e le rimonto, utilizzando sempre le stesse basi e spesso riciclando i diversi componenti, ma montandoli in maniera diversa


Questa volta ho disfatto la ghirlanda con il gufetto, riutilizzando la base di rami intrecciati e pure i rami di Chamaecyparis.
Le ortensie secche provengono dal mio giardino e le avevo già utilizzate per un'altra ghirlanda.
Ho aggiunto invece alcuni rametti di Osmanthus, prelevati anche questi in giardino


Le pigne poi non mi mancano mai, le raccolgo durante l'anno e le conservo nei cesti.


Per inserirle saldamente nella ghirlanda ho dovuto però 'ingambarle' con un giro di filo di ferro plastificato da giardinaggio


Sul retro della ghirlanda ci sono sempre i feltrini, quelli delle sedie, che evitano sfregamenti e graffi alla porta di legno


Ho semplicemente infilato tra i rami della ghirlanda il materiale che avevo a disposizione, senza riempirla completamente ma lasciando a vista parte dell'intreccio


Et voilà...


Ecco la nuova ghirlanda appesa alla porta d'ingresso...



martedì 26 gennaio 2016

Design ispirato alla natura

Di recente, quando ho visitato il Triennale Design Museum presso la Villa Reale di Monza, ho notato che diversi pezzi esposti prendevano ispirazione dalla natura, spesso interpretata con una buona dose di ironia.
E' il caso, ad esempio, di questo pouf di Maurizio Galante (2011) che riproduce in maniera soft un Echinocactus grusoni, il cactus comunemente chiamato 'Sedile della suocera'...

'Tattoo Cactus' 
o questi mobili sagomati prodotti da Seletti e disegnati da Marcantonio Raimondi Malerba (2006)

'Sending animals'
La lampada da terra di DeepDesign si ispira chiaramente al soffione del Tarassaco e infatti si chiama 'Dandelion' (2006)



E ancora...
vasi di Giorgio Bonagura (2013)

'Roots Vases'
vaso di Andrea Branzi (2007)

'Portale'
e il vaso di Formafantasma (2011) che, non so perchè, ma mi ricorda una ghianda

'Botanica'
E' esposto anche il famosissimo sgabello 'Attila' (1999) prodotto da Kartell e disegnato da Philippe Starck, che aveva portato dentro casa il kitsch dei nanetti da giardino


C'è pure il celebre 'Pratone' di Gufram (1971), una seduta con lunghi steli d'erba fuori scala dove stendersi e sprofondare, diventato una vera e propria icona del design italiano


Te lo mostro meglio con un'altra foto che avevo fatto da 10 Corso Como a Milano, dove è tuttora in vendita


Sono solo alcuni esempi di idee progettuali, spesso lontane dalle tipologie usuali di arredamento, ma che fanno parte della storia del nostro design.

lunedì 25 gennaio 2016

A volte tornano

Ebbene sì...le zucche son tornate!



Sono ancora in splendida forma e hanno rimpiazzato la composizione invernale sulla consolle


Ecco cosa è successo...
Dopo il restyling della composizione invernale, le foglie delle bulbose si sono allungate molto e un giacinto ha fatto pure una seconda fioritura


Quando i fiori hanno iniziato ad appassire, ho tagliato lo stelo fiorale per non far disperdere energie inutili al bulbo che si sta rigenerando prima di entrare in dormienza.
Ora però la composizione è diventata un po' spettinata...


Le rosette di Sedum palmeri, che avevo infilato nel muschio, sono senza radici ma, col tepore della casa si stanno illudendo che sia già primavera e hanno deciso di fiorire


A questo punto ho perciò deciso di spostare la ciotola in un luogo meno in vista della casa, dove i giacinti finiranno indisturbati il loro ciclo vegetativo ingiallendo le foglie e le rosette di Sedum fioriranno, ignare del fatto che sia ancora inverno.
Le zucche, che avevo accantonato prima di Natale, hanno perciò riconquistato la scena...



Ho solo sostituito il vassoio di legno con un cesto di bambù e riempito gli spazi vuoti tra le zucche con le mie immancabili pigne.
Et voilà...


A me queste zucche piacciono molto, sono colorate, ancora belle sode e le terrò finchè non mi verrà un'idea per una nuova composizione primaverile.

sabato 23 gennaio 2016

Crescere le piante tropicali dal seme

Da brava giardiniera curiosa, quando mi capita di acquistare un frutto sconosciuto, mi piace conservarne i semi e tentarne la crescita in casa.
Questo succede soprattutto in inverno, durante le festività natalizie, quando sui banchi ortofrutta di città compaiono strani e coloratissimi frutti esotici.


Ti ho già raccontato qualche mia esperienza di coltivazione domestica, anche nel mio precedente blog di giardinaggio e i post hanno sempre riscosso un notevole interesse.
Anche Fiori & Foglie, la rubrica di cultura verde del TGCOM24, ha iniziato ad occuparsi dell'argomento e questa settimana ha pubblicato un mio articolo.

Se ti va di leggerlo, questo è il link:
Tropicali in casa dalla tavola delle feste? Si può!

Buon fine settimana!


venerdì 22 gennaio 2016

Un centrotavola da giardino

Mi piace creare dei piccoli allestimenti stagionali sul tavolo in giardino, anche inverno...


Questo l'ho composto a novembre: qualche vasetto di coccio, una pietra, il cantapioggia, dei tralci di edera che con il freddo si conservano inalterati per mesi e una ciotola di ellebori in fiore da Natale...


Niente che richieda cure particolari, nemmeno gli ellebori, la cui fioritura durerà fino alla primavera



Durante l'anno sposto, tolgo e aggiungo quello che ho a disposizione, ma una presenza costante sul tavolo da giardino sono i vasetti con muschio e pigne.




Per tenere le pigne ben salde nel muschio e non farle rotolare via col vento e la pioggia, ho provveduto a 'ingambarle' con del filo di ferro plastificato da giardinaggio



in questo modo posso infilarle nel muschio e nel terriccio, rimanendo così saldamente ancorate.
Quando piove, le pigne si chiudono e il muschio si rinverdisce



Ne ho fatto due ciotole che inserisco in qualsiasi composizione stagionale.
Ecco ad esempio com'era il tavolo la scorsa estate...



Aeonium, Sedum, Sempervivum e...pigne!
Come vedi, sempre rigorosamente a zero manutenzione!