martedì 6 dicembre 2016

Una ghirlanda quasi natalizia

L'idea mi è venuta osservando i frutti globosi che, attaccati ai lunghi peduncoli, penzolano dai rami ormai quasi spogli dei Liquidambar...


lI Liquidambar è originario dell'America settentrionale ma ormai è diffusissimo anche da noi, soprattutto come alberatura di città.
In autunno poi è riconoscibilissimo per le foglie che, prima di cadere, assumono spettacolari colorazioni...


Un'amica ne possiede un bell'esemplare nel proprio giardino e molto generosamente mi ha lasciato tagliare qualche rametto, provvisto dei grossi frutti penduli che ora sono ancora verdi ma che durante l'inverno diventeranno bruni e legnosi.
Tornata a casa, ho semplicemente legato tra loro il mazzetto di rami con un lungo nastro di juta...


Et voilà...


il nuovo addobbo fuoriporta è subito pronto!

Ho utilizzato il nastro di juta, acquistato in matassa dal bazar dei cinesi, innanzitutto perchè mi piace come accostamento ma anche per un altro importante motivo.
Ho sempre il timore di rovinare le porte con lo sfregamento delle ghirlande che appendo e perciò ho escogitato il trucco di applicare sul retro di ogni ghirlanda i feltrini delle sedie.
Questa volta però non era possibile e quindi il lungo nastro di juta ha proprio la funzione di proteggere il portone.

Già così il nuovo addobbo fuoriporta mi piaceva, ma poi ho pensato che anche un tocco di verde ci sarebbe stato bene.
Dal giardino ho raccolto perciò qualche rametto di Chamaecyparis e di Thuja, che ho già ampiamente sperimentato nelle mie decorazioni dentro e fuori casa.
Sono sempreverdi e hanno una lunghissima durata, mantenendo inalterati colore e forma ma, particolare importantissimo, una volta recisi non perdono assolutamente gli aghi, a differenza di pino e abete...


A questo punto avrei dovuto disfare il fiocco per aggiungere i rami verdi, ma un po' mi dispiaceva.
Il fiocco mi era venuto proprio bene!
Così ho ideato un trucco...
Utilizzando del filo di ferro plasificato da giardinaggio, ho 'ingambato' i rametti.
In questo modo sono riuscita a infilare i lunghi 'steli' artificiali nel nodo del fiocco, senza doverlo disfare...


Et voilà (di nuovo)...


ecco la ghirlanda pronta per iniziare l'attesa del Natale!

Approfitto delle festività dei prossimi giorni, per mettere in pausa il mio blog.
Ti aspetto qui tra una settimana.
Buon relax a tutti!


lunedì 5 dicembre 2016

Folded books

La scorsa settimana ti ho mostrato l'albero di Natale, il mio primo e maldestro lavoro di book folding, che ho realizzato piegando le pagine di un vecchio libro.
C'è però chi trasforma questo genere di lavori in oggetti d'arte...


Ho fatto queste foto a Milano, da 10 Corso Como, dove sono esposte le opere di CRIZU...


Sotto il nome di CRIZU si nasconde Cristina Corradi Bonino, un'artista italiana che trasforma i vecchi libri inutilizzati in oggetti tridimensionali di design...


Senza mai tagliare le pagine, ma solo attraverso abili e studiate piegature, nascono forme sorprendenti dalle affascinanti sfumature, dove si fondono ritmo e precisione...




Da qualche tempo l'artista propone le sue sculture cartacee anche provviste da apposite teche protettive di perspex.

Qui il sito ufficiale di CRIZU.

venerdì 2 dicembre 2016

Un libro per Natale

I lavori di book-folding vanno alla grande in rete.
Ma di cosa si tratta?
In poche parole è l'arte di piegare i fogli di un libro per ottenere sculture tridimensionali.
A prima vista sembra una cosa complicatissima, ma in realtà è un lavoro ripetitivo e di pazienza.
Insomma, ho voluto provarci anch'io... 


In genere si scelgono libri destinati al macero, meglio se con le pagine ingiallite, ma c'è chi utilizza perfino le riviste...


Naturalmente, da principiante, ho iniziato con una forma facilissima.
Ti mostro in sequenza come ho piegato ogni singola pagina...




Ho quindi ripetuto questi tre semplici passaggi per un centinaio di pagine, quelle centrali di un libro di 300 pagine con copertina rigida, per ottenere la figura di un semi-cono...


Avrei potuto togliere la copertina e ripetere le piegature su tutte le pagine per ottenere un cono intero, ma l'effetto che desideravo era proprio quello di un albero che esce dalle pagine del libro.
Avrai già capito che il mio scopo era quello di creare un book-folding natalizio, aggiungendo qualche decorazione a tema...


Et voilà...


Ti assicuro che il lavoro è di una facilità estrema!
Poi mi sono anche divertita ad agghindare il mio alberello di Natale cartaceo.

Con una ghirlanda di perle, fissate con del biadesivo...


con delle piccole coccarde multicolori...


ma anche creando delle piccole scene, utilizzando mini-cestini, rametti e materiale vegetale essiccato, che ho raccolto nei mesi scorsi...



ma alla fine ho scelto la soluzione più semplice...



Ho rimesso il libro aperto sullo scaffale della biblioteca, in mezzo agli altri libri!

giovedì 1 dicembre 2016

Calendario dell'Avvento

Ci siamo, inizia l'attesa del Natale...
E cosa c'è di meglio di un calendario dell'avvento per il tradizionale conto alla rovescia?
Ma una ghirlanda-calendario, ovvio!
Meglio ancora se pensata su misura per chi la riceve in dono...


Ho perciò sistemato sul tavolo tutto l'occorrente per fare una semplice ghirlanda: una base, che avevo preparato la scorsa estate con le potature della ginestra, dei rametti di Chamaecyparis sempreverde e un mazzolino di bacche.
Poichè la mia amica ama tantissimo tè e tisane, ho preparato 23  bustine differenti, cercando i gusti più insoliti e particolari ma anche qualche marca prestigiosa, come Dammann Frères e Kusmi Tea...



Per l'ultimo giorno del calendario, ho scelto invece uno speciale cioccolatino...


A questo punto è iniziato il lavoro più meticoloso, ovvero preparare i 24 piccoli pacchetti.
Li ho confezionati con la carta da pacco, scrivendo su ognuno il proprio numero distintivo...


Ho usato dello spago verde per completare ogni singolo pacchetto...


e quindi ho formato delle 'catene', unendo tra loro 3 o 4 pacchetti, sempre con lo spago verde...


Per facilitare il taglio di ciascun pacchetto, ho fatto attenzione ai numeri di ogni catena.
Ad esempio, la catena della foto qui sotto è formata dai pacchetti numero 20-17-12-2.
In questo modo, staccando il pacchetto nr.2, tutti gli altri resteranno ancora attaccati.
Insomma, per ogni catena i numeri sono sì a caso, ma sempre in ordine decrescente di data.
Più difficile a spiegarlo che a farlo...


Ho quindi attaccato ogni catena di pacchetti alla ghirlanda che ho decorato con i rametti sempreverdi e le bacche rosse...

et voilà...


la ghirlanda-calendario d'avvento è pronta da regalare alla mia amica!


E alla fine del count-down natalizio, rimarrà ancora la ghirlanda a decorare la casa per le feste!





mercoledì 30 novembre 2016

The Art of the Brick

C'è chi con il Lego ci gioca e chi invece utilizza i mattoncini colorati per realizzare spettacolari costruzioni...


E' quello che fa l'americano Nathan Sawaya, che ha abbandonato la professione di avvocato e ha trasformato la sua passione per il Lego in un lavoro.
Da anni le sue opere fanno il giro del mondo con la mostra 'The Art of the Brick' che di recente è arrivata anche in Italia, a Milano e io l'ho visitata.

Questa, tanto per cominciare, è la biglietteria...


All'entrata si assiste a un breve filmato dove Nathan Sawaya si presenta ai visitatori della mostra...


Le sue costruzioni spiccano nelle sale buie dell'esposizione, passando da quelle apparentemente più semplici (si fa per dire, eh)...


a riproduzioni di celebri opere d'arte che lasciano a bocca aperta...


Ogni costruzione è affiancata da un cartellino bilingue che ne indica i dati tecnici, dalle misure, al numero di mattoncini, fino al tempo impiegato per la realizzazione, oltre a una breve descrizione storico-artistica relativa al soggetto originario a cui l'artista si è ispirato.
Ad esempio, per realizzare la riproduzione in scala 1:2 del David di Donatello sono stati utilizzati 16.349 mattoncini...


Ci sono dunque riproduzioni di opere d'arte universalmente conosciute, che siano statue, edifici (come il Partenone), quadri e sculture, ma non solo...
L'artista è riuscito a replicare perfino un rosone della Cattedrale di Chartres.
L'effetto vetrata è stato ottenuto disponendo a strati migliaia e migliaia delle più piccole tessere piatte colorate di Lego su sezioni basali trasparenti, collegate tra loro da una base realizzata con tessere nere e lisce, un lavoro certosino per un totale di 17.842 micro-mattoncini...


Le opere a mio parere più sbalorditive sono le riproduzioni di quadri celebri, realizzati a volte in 3D come il 'Bacio' di Klimt...


o 'solo' bidimensionali...



L'effetto è strabiliante perchè la riproduzione diventa sempre più simile all'originale, se si osserva l'opera a distanza...


mentre avvicinandosi, il disegno scompare e rimane solo l'effetto-pixel...


Guarda ad esempio questo puzzle di mattoncini, apparentementemente accostati senza nessuna logica...


ma se lentamente ti allontani, gli stessi mattoncini cominciano ad assumere i tratti di uno sguardo...


fino ad acquistare la profondità e le sfumature del celebre 'Autoritratto' di Rembrandt, se osservati a distanza...


Essere riconosciuto come il più famoso artista di mattoncini da costruzione ha di certo i suoi vantaggi.
Nel caso della riproduzione della 'Ragazza con l'orecchino di perla' di Vermeer...


la Lego ha realizzato appositamente per Nathan Sawaya un unico ed esclusivo mattoncino...


Nelle sale successive sono esposti i ritratti di personaggi celebri, 'fotografati' con il Lego.
Ti mostro quello di Bob Dylan, tanto per rimanere in tema di attualità...


La mostra prosegue con lavori più personali totalmente ideati dall'artista e accompagnati da suoi pensieri e riflessioni...





Un imponente scheletro di dinosauro lungo quasi 6 metri e fatto con 80.020 mattoncini, occupa da solo una sala espositiva...


Sawaya ha impiegato un'intera estate per realizzarlo e l'ha dedicato ai visitatori più piccoli della mostra...


L'ultima sala raccoglie invece un'evoluzione del lavoro di Sawaya, ovvero la collezione 'In Pieces'.
Sono immagini realizzate combinando moderne tecniche fotografiche con oggetti di Lego inseriti all'interno della scena ed esposti in sala...







Personalmente ho avuto un'impressione di déjà-vu perchè sia le ambientazioni che la tecnica fotografica mi sono sembrati una palese citazione dei quadri di Edward Hopper, al quale invece l'artista non fa il minimo cenno nei pannelli esplicativi delle sue opere...



Il passaggio nel bookshop della mostra è d'obbligo.
Qui si viene accolti da una tavolata di mattoncini, con i quali l'artista invita i visitatori a creare la propria opera...



Naturalmente c'è un'ampia scelta di gadget e capi d'abbigliamento a tema mattoncino, oltre a diverse scatole di Lego.
E non sono uscita a mani vuote...


Ho scelto una t-shirt con la stampa di 'Yellow', l'opera più famosa di Sawaya, che userò in palestra e una scatola di cioccolatini a forma di omino di Lego per il...dopo-palestra 😁

La mostra 'The Art of the Brick'
è a Milano
in via Procaccini, 4
presso la Fabbrica del Vapore
fino al 29 gennaio 2017
Info per orari e biglietti qui