mercoledì 28 settembre 2016

L'orologio astronomico di Cremona

Di recente sono stata a Cremona.
Conoscevo già la città ma questa volta ho avuto il privilegio di poter fare una visita molto speciale.
Uno dei vanti di Cremona è l'Orologio Astronomico che si trova appunto sulla torre dell'orologio, meglio nota con il nome di Torrazzo.
Questo è l'Orologio Astronomico...


e questo è il Torrazzo...


che sorge accanto alla Cattedrale...


Sia la Cattedrale che il Torrazzo sono aperti alle visite ma io ho avuto il privilegio di poter entrare nella stanza che contiene il cuore, il meccanismo che da secoli fa funzionare l'orologio astronomico e che non è accessibile al pubblico.
Durante la visita ho avuto poi un accompagnatore d'eccezione, il signor Alessandro Maianti che è il temperatore dell'orologio astronomico, cioè colui che materialmente si occupa del funzionamento e della manutenzione dell'orologio stesso...


che ci ha raccontato la storia e ogni dettaglio tecnico di questo complesso meccanismo che è proprio quello originale.
Ho fatto qualche foto:
Questa è la suoneria...





Il quadrante visto posteriormente...



la firma dei costruttori, Francesco e Giovan Battista Divizioli (padre e figlio) con la data di costruzione: 1583-1588


In una parete della stanza c'è anche un foro, attraverso il quale entra la luce per la meridiana che si trova all'interno della stanza stessa...


Questa è la meridiana a muro che, segnando mezzogiorno, serviva a mettere in orario l'orologio...


L'orologio astronomico, oltre alle ore, con la rappresentazione della volta celeste fornisce una serie di informazioni: le fasi lunari, i mesi, le costellazioni, i segni zodiacali e perfino le eclissi.
L'indice delle eclissi è rappresentato dall'asta del Drago che compie un intero giro in 18 anni e 3 mesi.

Ecco l'asta del Drago vista attraverso una finestrella che si apre sul quadrante dell'orologio e che il signor Maianti ha spalancato apposta per noi...


Naturalmente mi sono arrampicata anch'io sulla scaletta di legno per poter vedere da vicino l'asta del Drago e sbirciare il panorama attraverso la piccola finestra...


Questo orologio metteva dunque a disposizione di chiunque preziose informazioni, una serie di dati che secoli fa erano indispensabili a uomini di scienza, medici e agricoltori in un'epoca in cui, diversamente dalla nostra, conoscere l'ora esatta al minuto non era il requisito fondamentale che si richiedeva a un orologio.
Del resto nessuno allora doveva prendere un treno, timbrare un cartellino, correre ad un appuntamento...

Ma la mia visita di Cremona continua...
 

martedì 27 settembre 2016

I buoni ricordi delle vacanze 2016

Non sono una turista gastronomica e nemmeno una buongustaia però, quando visito un luogo, mi piace scoprire anche i cibi e i sapori tipici del posto, specialmente se si tratta di dolci...


Durante l'estate 2016 ad esempio ho esplorato la regione francese del Rodano-Alpi dove, ad un'altitudine compresa tra i 150 e i 500 mt, sono coltivate le famose noci AOC (Appellation d’Origine Contrôlée) di Grenoble.
E' stato dunque doveroso assaggiare la Tarte aux noix, accompagnata da una salsa al caramello salato...


Sempre in Francia ho gustato poi un classico della pasticceria francese dal nome poetico, l'Ile flottante, che mi è stata però servita in una versione rivisitata, dove la crème anglaise su cui vengono poste a 'galleggiare' le quenelles di albumi era decisamente scarsa, rendendo l'insieme meno scenografico di quanto ci si aspetti...


Senza nemmeno allontanarmi troppo da casa, una sera di agosto, in una raffinata locanda brianzola ho provato invece una cena interamente vegetariana che comprendeva una 'Sfogliatina di verdure'...


una 'Lasagnetta al radicchio rosso'...


e uno 'Strudel di verdure'...


Naturalmente non mi sono fatta mancare nemmeno le sagre paesane di qualità, come De gustibus morenicis, una serata di degustazione di prodotti tipici delle colline moreniche, che si è svolta nella suggestiva cornice del castello di Pozzolengo, in provincia di Brescia.
Qui, al termine di un percorso gastronomico composto da 4 antipasti, 2 primi, 2 secondi e formaggi con miele, ho assaggiato il Chisöl...


E' un dolce tipico del Garda che prende nomi diversi a seconda della provincia.
Infatti questa schiacciata dolce viene chiamata chisöl nei paesi in provincia di Brescia, ma se ti sposti di pochi chilometri in provincia di Mantova, la troverai con il nome di fugassin.
La particolarità di questo dolce sta nella cottura che viene fatta su una graticola appoggiata sopra le braci...





Durante una gita nel piacentino, ho avuto modo di scoprire i Pin, ovvero i tipici gnocchetti verdi dalla forma allungata.
Qui erano nella versione con sugo di funghi porcini...


Una vacanza sulle Dolomiti non manca mai e ogni anno riesco sempre a fare nuove scoperte gastronomiche.
Ad esempio, sul Passo Sella ho finalmente trovato il Kaiserschmarrn, una sorta di frittata dolce stracciata, spolverizzata di zucchero a velo e cannella, e accompagnata da salsa di mirtilli...


Un dolce tipico della tradizione altoatesina davvero buonissimo ma molto, molto sostanzioso!


Se te la senti di fare un'altra scorpacciata virtuale, puoi rivedere il post dedicato ai Buoni ricordi delle vacanze 2015.


lunedì 26 settembre 2016

Lago d'Ampola

Ci sono passata accanto in moto tantissime volte, ma solo di recente sono riuscita ad andarci, proprio per visitare il biotopo Lago d'Ampola.


Il lago d'Ampola si trova nel comune di Tiarno di Sopra, in Trentino, uscendo dalla Valle di Ledro.
Più che un lago lo definirei uno stagno, ma è un luogo di grande interesse naturalistico, un ambiente non comune in Trentino, dove le aree paludose sono state quasi del tutto bonificate.
Al contrario il lago d'Ampola è stato oggetto di un recupero ambientale che ha dato vita ad un lago naturale, dove cioè non esiste una netta separazione tra acqua e terra.

Dal posteggio parte una lunga passerella sopralzata di legno che attraversa un prato umido ricoperto da un 'mare verde' di graminacee (Molinia coerulea) e di Carex, che creano onde mosse dal vento...



In primavera, al disgelo, il prato paludoso si inonda e nel tappeto verde spuntano specie delicate...



Nel lago d'Ampola il passaggio tra acqua e terra avviene in maniera graduale e quindi naturale, con specie vegetali tipiche delle aree palustri che, essendo molto diversificate, ospitano una fauna molto ricca.




Dopo un sentiero terrestre, si accede ad un nuovo pontile che si affaccia direttamente sul lago, ricoperto da una distesa di nannufari (Nuphar luteum)



Si prosegue poi lungo un sentiero che conduce al Centro Visitatori a cui è stato dato un nome lungo e curioso 'Beati come rane su una foglia di ninfea'...


Il Centro svolge una funzione divulgativa e didattica, offrendo ai visitatori una serie di esperienze naturalistiche, con spazi interattivi e vari allestimenti.


Più avanti il sentiero si addentra nel bosco...





per ritornare infine alla passerella d'ingresso che riporta al parcheggio.


L'intero percorso di visita richiede all'incirca un'ora di tempo, ma tutto dipende ovviamente da ciò che ognuno desidera scoprire all'interno di questo luogo affascinante.

Il biotopo Lago d'Ampola è visitabile gratuitamente tutto l'anno, mentre il Centro Visitatori è aperto da maggio a settembre.

Se ci vuoi andare anche tu, trovi tutte le info qui.

venerdì 23 settembre 2016

Un eremo tra miracolo e mistero

Nell'Oltrepò Pavese, nascosto tra i boschi della Valle Staffora, c'è un luogo affascinante e misterioso, poco conosciuto e al di fuori del turismo di massa: l'Eremo di Sant'Alberto di Butrio, in località Ponte Nizza in provincia di Pavia.
La strada per raggiungerlo si snoda attraverso i boschi con bellissime vedute delle alture circostanti.


L'eremo, la cui costruzione risale probabilmente ad un periodo precedente l'anno 1000, fu però abbandonato per circa tre secoli, finchè vennero iniziati i lavori di restauro attorno al 1900.
Questo spiega l'aspetto nuovo all'esterno dell'intero complesso


In realtà l'eremo è formato da tre piccole chiese intercomunicanti.
La chiesa di Sant'Antonio, la più recente, è interamente affrescata con dipinti tardoquattrocenteschi...


Quella centrale è la chiesa primitiva, dedicata alla Madonna...


e infine la terza chiesa, dedicata a Sant'Alberto, che è stata edificata attorno alla tomba del Santo...


Uscendo dall'ultima chiesetta si accede al chiostro, il luogo che custodisce un mistero o forse solo una leggenda legata all'eremo.
Si racconta infatti che questa nicchia sia stata la prima sepoltura di Edoardo II Plantageneto, Re d'Inghilterra


La storia ufficiale ci racconta di Edoardo II come di un re debole, sposato a Isabella di Francia da cui ebbe un figlio, il futuro re Edoardo III, ma in realtà innamorato di un amico d'infanzia, il conte Peter Gavaston.
Isabella di Francia, con l'amante Lord Roger Mortimer, tramò contro il marito che fu costretto ad abdicare e ufficialmente fu ucciso nelle prigioni del castello di Berkeley.
Invece, secondo alcuni scambi epistolari di quell'epoca,  pare che re Edoardo II riuscì a fuggire, vagando poi attraverso l'Europa fingendosi un pellegrino, fino a raggiungere proprio l'Eremo di Sant'Alberto di Butrio nella valle Staffora, dove visse in meditazione e preghiera fino alla sua vera morte.
Successivamente le sue spoglie sarebbero state traslate nella Cattedrale di Gloucester, dove si trovano ora.
Oltre alle lettere, anche una tradizione orale confermerebbe questa versione.


Storia o leggenda che sia, l'eremo si trova comunque in un luogo nascosto da cui si domina la valle sottostante...



che si può ammirare dal terrazzo del chiostro, tempo permettendo...


mentre al di fuori dell'eremo si possono percorrere a piedi alcuni sentieri che conducono nel bosco, attraverso un suggestivo cammino...



E il miracolo?
Quello è stato compiuto da Sant'Alberto che aveva donato l'uso della parola al figlio muto di un marchese del luogo che, in segno di riconoscenza, fece erigere la chiesa primitiva. 
Questo è il ritratto del santo...


Attorno alla chiesa venne in seguito costruito l'eremo che ebbe ospiti illustri, come Federico Barbarossa e Dante Alighieri.

Insomma un luogo di fascino, comodamente raggiungibile da Milano, ideale per una tranquilla gita domenicale lontano dalla folla.